Oneri deducibili e Detraibili

Spese universitarie: limiti e importi per la dichiarazione

Le spese universitarie sostenute nel 2025 possono essere portate in detrazione nel modello 730/2026. L’agevolazione fiscale è pari al 19%, ma le regole cambiano a seconda che lo studente frequenti un’università statale o non statale.

Per gli atenei statali, infatti, la detrazione si applica all’intera spesa sostenuta e rimasta a carico del contribuente. Per le università private, invece, bisogna rispettare gli importi massimi stabiliti annualmente dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

La detrazione è prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera e), del Tuir e riguarda anche università straniere, corsi post-laurea e, nel rispetto delle condizioni previste, università telematiche.

Spese universitarie nel 730/2026: dove indicarle

Nel modello 730/2026 le spese universitarie devono essere riportate nei righi da E8 a E10, dedicati alle “Altre spese”, utilizzando il codice 13.

Lo stesso codice deve essere utilizzato nel modello Redditi persone fisiche, nei righi RP8-RP13.

Quali corsi danno diritto alla detrazione del 19%

L’agevolazione comprende le spese sostenute per corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico, ma il perimetro è più ampio.

Sono agevolati anche corsi universitari di specializzazione e perfezionamento, master universitari, dottorati di ricerca, Istituti tecnici superiori e corsi statali di alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam).

Rientrano inoltre i nuovi corsi istituiti presso Conservatori di musica e Istituti musicali pareggiati ai sensi del Dpr n. 212/2005.

La detrazione è riconosciuta anche per i corsi di specializzazione in psicoterapia post-universitaria, purché svolti presso centri accreditati dal Ministero dell’Università e della Ricerca.

Quali spese universitarie si possono detrarre

Non sono detraibili soltanto le tasse universitarie. tra le spese ammesse rientrano:

  • tasse di immatricolazione e iscrizione annuale, anche per studenti fuori corso;
  • costi per la ricognizione della carriera universitaria;
  • soprattasse per esami di profitto e laurea;
  • spese per i test di accesso ai corsi universitari;
  • spese per corsi destinati alla formazione degli insegnanti.

La detrazione può riguardare anche spese sostenute nel 2025 relative a più anni accademici.

Per la formazione dei docenti sono agevolabili anche i tirocini formativi attivi (Tfa) e i corsi universitari finalizzati all’acquisizione dei Cfu o Cfa richiesti per l’accesso ai ruoli della docenza.

Restano invece esclusi, tra gli altri, l’acquisto di libri, strumenti musicali e materiale di cancelleria, così come le spese di viaggio, vitto e alloggio connesse alla frequenza universitaria.

Università statali: nessun limite massimo di spesa

Per chi frequenta una università statale, la detrazione del 19% è calcolata sull’intero importo delle spese sostenute e rimaste effettivamente a carico.

Non è previsto un tetto massimo specifico di spesa detraibile, ferme restando le altre condizioni stabilite dalla normativa.

Università private: i nuovi limiti per le spese 2025

Per gli atenei non statali, l’importo sul quale calcolare il 19% non può superare i limiti fissati dal Ministero.

Per il periodo d’imposta 2025, il decreto ministeriale n. 1126 del 31 dicembre 2025 stabilisce i seguenti massimali per i corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico:

Area disciplinare Nord Centro Sud e Isole
Medica 3.600 euro 2.900 euro 2.650 euro
Sanitaria 4.100 euro 3.100 euro 3.050 euro
Scientifico-tecnologica 3.700 euro 2.900 euro 2.600 euro
Umanistico-sociale 3.200 euro 2.750 euro 2.550 euro

Per dottorati di ricerca, scuole di specializzazione, master universitari di primo e secondo livello e corsi di perfezionamento universitario, il limite è invece pari a:

  • 4.100 euro al Nord;
  • 3.100 euro al Centro;
  • 3.050 euro al Sud e nelle Isole.

All’interno di questi limiti devono essere considerate anche le spese per i test di ammissione e l’imposta di bollo.

Università estere e telematiche: come funziona la detrazione

Anche le spese sostenute presso università straniere possono beneficiare della detrazione. Per i corsi di laurea all’estero si utilizza il limite previsto per la corrispondente area disciplinare, considerando la zona geografica in cui il contribuente ha il domicilio fiscale.

Le università telematiche seguono invece le regole previste per gli altri atenei non statali. Il limite dipende dall’area disciplinare e dalla regione in cui ha sede legale l’università.

Se il corso viene svolto in una sede collocata in una regione diversa da quella della sede legale, conta la regione nella quale il corso viene effettivamente svolto.

Detrazione spese universitarie: attenzione al reddito

Dal periodo d’imposta 2025, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro si applicano ulteriori meccanismi di limitazione, che tengono conto del reddito e del numero dei figli fiscalmente a carico.

Rimane inoltre la regola secondo cui la detrazione spetta integralmente fino a 120.000 euro di reddito complessivo. Superata questa soglia, il beneficio si riduce progressivamente fino ad azzerarsi a 240.000 euro.

Non possono essere detratte le spese universitarie integralmente rimborsate dal datore di lavoro in sostituzione dei premi di risultato. In caso di rimborso parziale, l’agevolazione spetta esclusivamente sulla parte rimasta a carico del contribuente.

Infine, per ottenere la detrazione è necessario che le spese siano state pagate con strumenti tracciabili, come bonifico bancario o postale, carte di credito o debito, bollettini postali, Mav o PagoPa.

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